“¿” CILE: CARMĖNÈRE O SAUVIGNON BLANC?

Prosegue l’appuntamento con i vini del Sudamerica.

Non tutti sanno che il Cile è uno dei principali produttori di vino e non solo del Nuovo Mondo. La tradizione vinicola cilena affonda le radici nel periodo coloniale, ma è negli ultimi decenni che il Paese ha saputo emergere con forza sulla scena mondiale, grazie a tecniche moderne e a una geografia favorevole in tutta la sua lunghezza di oltre 4.000 chilometri e con notevoli varietà di climi che offrono condizioni ideali per la viticoltura. Il vino cileno è famoso per la sua equilibrata acidità, intensità aromatica e freschezza, dovute proprio all’interazione tra clima e terreno. 

La presenza della Cordillera delle Ande a est e la lunga fascia costiera a ovest permette una differenziazione dei terroir, con zone più fresche vicino al mare e altre più calde all’interno. Tra le regioni vinicole più rinomate, che ho avuto il privilegio di poter visitare, ci sono la Valle del Maipo, la Valle di Casablanca e la Valle di Colchagua, ognuna con caratteristiche climatiche uniche che si riflettono nei vini prodotti. 

I terreni sono altrettanto vari. Nella Valle del Maipo sono composti da sabbia, argilla e ciottoli, caratteristiche che permettono un buon drenaggio e una radicazione profonda delle viti, ideale per la produzione di vini strutturati come il Cabernet Sauvignon. In altre valli, come nella Valle di Colchagua, i terreni sono più ricchi di minerali, contribuendo a vini più complessi. Particolarmente interessante per i bianchi, ecco la valle di Casablanca, situata nella bella regione di Valparaiso, i cui terreni argillosi e minerali da erosione granitica regalano Sauvignon Blanc e Chardonnay di alta qualità. 

Come sottolineano i sommelier locali, i fiumi che attraversano le valli cilene contribuiscono a creare terra alluvionale ricca di minerali. Accade ovunque, le viti che crescono in queste condizioni tendono a produrre vini con una mineralità marcata e una buona acidità. La vicinanza alle montagne influenza altrettanto i campi, che spesso sono più poveri di nutrienti, inducendo le viti a lottare di più per sopravvivere e portando a una concentrazione maggiore di sapori.

Tra i vini cileni recentemente apprezzati nelle mie degustazioni in queste valli, tutti meritano accurata attenzione, anche se il Cile è noto soprattutto per il suo Cabernet Sauvignon, che ha raggiunto un elevato livello di riconoscimento mondiale. Tuttavia, il paese è anche un grande produttore di Merlot, Syrah, Carménère e Sauvignon Blanc, la cui espressione cilena è giudicata tra le migliori del pianeta per freschezza, acidità vibrante, aromi intensi di agrumi, frutta tropicale ed erbe aromatiche.

Il Carménère, in particolare, ha trovato una sua casa ideale in Cile, dove ha ottenuto notorietà internazionale. Questo vitigno, originario della Borgogna francese, era praticamente scomparso in Europa a causa della Fillossera, ma il Cile è riuscito a riportarlo in auge, dando vita a un vino caratteristico e distintivo, con sentori di frutta a bacca nera, note vegetali e speziate e una spiccata morbidezza al palato grazie a tannini vellutati.

Gli amici e colleghi sommelier cileni, incontrati nelle varie degustazioni, sostengono che la qualità dei loro vini è anche il frutto di una attenta viticoltura sostenibile e che negli ultimi anni la sostenibilità è diventata un aspetto fondamentale per molte aziende vinicole nazionali, con un crescente impegno verso l’adozione di pratiche biologiche e biodinamiche, per migliorare la qualità del vino e per tutelare l’ambiente.

Il Cile non è solo un grande produttore di vino, ma sta anche diventando una meta sempre più popolare per gli enoturisti. Tra le cantine cilene che ho avuto il piacere di visitare, alcune sono situate in paesaggi unici tra montagne e colline e offrono esperienze di degustazione ben organizzate. Tour, corsi di degustazione e visite alle vigne sono attività che attraggono molti visitatori, stimolando economia e conoscenza di quel ricco patrimonio vitivinicolo. 

Tra le cantine più degne di attenzione, suggerirei: Clos Apalta Winery, i cui vini sono stati recentemente selezionati per la competizione mondiale tra sommeliers, Viumanent Winery, con la gita in carrozza tra le vigne, Villard Fine Wines, con il ristorante all’aperto vista valle e vigneti, Undurraga Wines, tra i migliori Carménère, Sauvignon Blanc e spumanti metodo classico assaggiati, Concha y Toro, la più grande azienda vinicola del Cile e una delle più importanti a livello mondiale con il famosissimo marchio Casillero del Diablo o l’altro altrettanto prestigioso e di conclamata qualità Don Melchor.

Dio salvi il Cile!

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Sono imprenditore nel settore metalmeccanico per la ristorazione professionale e da oltre trent’anni seguo l’omonima azienda di famiglia, riferimento industriale del Made in Italy dal 1952. Leggi tutto

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