Non è poi così noto che l’Argentina sia il quinto produttore di vino al mondo, il primo in Sud America, e che i vini argentini siano tra i più rinomati del pianeta.
Il clima favorevole, l’altitudine delle Ande, la lunga tradizione vitivinicola del paese hanno cullato, svezzato e maturato eccellenze invidiabili.
Negli ultimi anni, l’Argentina ha investito molto nella qualità dei suoi vini, con produttori che sperimentano nuove tecniche e micro-terroir.
Tra i principali vitigni argentini, recentemente apprezzati nelle mie degustazioni a Buenos Aires, meritano la maggiore attenzione gli strutturati Malbec.
Il vitigno simbolo dell’Argentina, originario della Francia, ha trovato in Mendoza e nei suoi vigneti d’alta quota il suo terroir ideale. Questi vini rossi sono davvero intensi nell’aspetto visivo, olfattivo e gusto-olfattivo, con note di prugna, ciliegia, cioccolato e spezie. Caratteristiche che ho ritrovato anche nello splendido Malbec “Viña 1924” di De Angeles Winery.
Mendoza è la capitale indiscussa del vino argentino. La città e la sua area si trovano a mille chilometri a ovest di Buenos Aires, verso il Cile. Con oltre il 70% della produzione nazionale e i suoi 150.000 ettari di vigneti, Mendoza è la prima regione vinicola dell’America Latina. Oltre al Malbec, qui si producono Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Chardonnay e molti altri vini prodotti da uve coltivate a un’altitudine che può variare dai 600 ai 1.100 metri sul livello del mare. Il clima è continentale con aree di condizioni di deserto semi-arido. I terreni, prevalentemente alluvionali con sabbia sciolta su strati di argilla, sono ben irrigati da numerosi fiumi alimentati dai ghiacciai andini.
Proviene perlopiù da Mendoza anche la sorprendente Criolla Chica, vitigno a bacca rossa originario della Spagna.
Segnalo in particolare il prodotto della famiglia Dorigutti “Proyecto Las Compuertas Criolla Chica”. Un vino elegante e fruttato, dove emergono i frutti rossi freschi e il suo profilo profumato. Sensazioni nuove.
Più a sud, a circa millecinquecento chilometri da Buenos Aires, in Patagonia dove il clima è più fresco e perfetto per Pinot Noir ed eleganti Chardonnay, ho trovato invece una espressione del Malbec molto diversa in “A Lisa” della Bodega Noemia de Patagonia. Un vino proveniente dalla Valle dei Rio Negro. Un Malbec meno tannico, più morbido, fresco e sapido dei colleghi mendocini.
Tra i bianchi argentini giganteggia il Torrontés. Il bianco più caratteristico del Paese, aromatico e floreale, probabilmente perfetto con pesce e crostacei. Ho provato e riprovato l’indimenticabile “Adentro” della Finca Rio Las Arcas – 2685 m.s.n.m situata nell’importante regione vinicola di Salta, nel nord ovest dell’Argentina, dove si trovano alcune delle vigne più alte del mondo (coltivazioni fino a 3.000 metri).
La bassa umidità e le elevate escursioni termiche favoriscono la qualità del prodotto in bottiglia… e hanno naturalmente favorito anche il mio inserimento di un suo esemplare in valigia.
I colleghi sommelier di Buenos Aires mi hanno confermato l’origine incerta di questo vitigno a bacca bianca, anche se il Torrontés pare provenire dalla regione spagnola della Rioja.
Il vitigno ha comunque subito molte variazioni negli anni e per questo è ormai considerato in patria vino autoctono discendente dal Moscato d’Alessandria.
Un vino dal colore giallo pallido e con riflessi brillanti. Al naso frutta fresca tropicale e agrumi su sfondo di fiori bianchi. Molto elegante in bocca con una bella nota minerale data dal suo terroir e dalla quasi incredibile altitudine, almeno per noi europei.
Dio salvi l’Argentina!